MASCHERE

Le maschere hanno un fascino potente.

Lo scopriamo da bambini, alla prima festa di carnevale in cui ci travestiamo da Zorro o da Uomo Ragno. C’è la maschera del supereroe, che talvolta può rivelarsi anche un semplice paio di occhiali, e le perverse maschere di Eyes Wide Shut. C’è la maschera della commedia dell’arte, e l’invisibile maschera che indossiamo per far sembrare al mondo di essere quello che non siamo. C’è la maschera funeraria, e la maschera tradizionale.

Gli allievi del corso di scrittura organizzato dall’associazione culturale Canto 31 e condotto da Gianluca Morozzi hanno giocato con il tema delle maschere senza limite di genere, in totale libertà. Lo stesso Gianluca Morozzi ha ripreso un suo storico personaggio, il supereroe Leviatan, nel racconto che chiude il libro.

PROSSIMA PRESENTAZIONE

Prefazione
di Gianluca Morozzi

Non lo abbiamo neppure fatto apposta. Quando c’è stato da votare l’argomento dell’antologia che avrebbe suggellato questo corso di scrittura creativa, giù nell’aula sotterranea della Feltrinelli di Bologna accanto alle Due Torri, non avevamo considerato che la data di consegna dei racconti avrebbe coinciso con il carnevale. Ma forse la ricorrenza ci ha inconsciamente influenzati, dato che la votazione ha visto vincitore il tema Maschere. Nel film Lanterna Verde, una delle poche scene riuscite vede il supereroe presentarsi davanti a quella che, in vesti civili, è la sua ragazza Carol. Lanterna Verde va da lei con la maschera che gli copre gli occhi, il naso e poco più, e parla in tono profondo per non farsi riconoscere, ma Carol lo identifica subito: ti ho visto nudo, dice, pensi di renderti irriconoscibile se ti copri gli zigomi? La scena, anche piuttosto comica, ironizza sulla figura della maschera nei fumetti di supereroi, in cui è dato per assodato che se ti copri anche solo i bordi degli occhi, come Robin o Zorro, automaticamente i tuoi lineamenti diventano irriconoscibili. Per non parlare dei celebri occhiali di Superman, che sono un caso ancora più bizzarro. Potremmo spendere pagine e pagine per parlare della maschera nel teatro dell’arte, o delle maschere metaforiche che indossiamo per affrontare la vita, o di come coprirsi il volto modifichi la nostra personalità. Ma l’hanno già fatto gli autori, nei racconti che seguono. Ce n’è anche uno mio, se vi interessa.Buona lettura.

 

Racconti di:
Katia Belli, Pamela Bolognini, Mario Bravetti, Giusy Caratozzolo, Maria L. Ciccone, Dora Lindo, Dora Mantovani, Gianluca Morozzi, Michele Massa, Piero Orlandi, Mariella Saviotti, Simona Spinelli, Francesca Spisani, F. D. Lamb, Achiropita Vulcano.

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